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Prima della guerra

1939-1945

Dopo la guerra

Germania

Pearl Harbor

World War 2

 
   
 

Dopo la guerra

 

Effetti della guerra

Secondo le statistiche la seconda guerra mondiale fu la più devastante quanto a perdite umane e distruzione di materiale. Il conflitto coinvolse 61 nazioni, provocò la morte di circa 55 milioni di persone tra militari e civili.

Gli sviluppi tecnologici e scientifici fecero della guerra un conflitto di una ferocia senza pari: la popolazione civile fu coinvolta direttamente nei combattimenti e nelle rappresaglie e fu colpita soprattutto a causa dei bombardamenti aerei. Tuttavia l’avvento più terribile fu l’olocausto, lo sterminio ebreo da parte dei nazisti.

Alla fine della guerra la situazione mondiale era mutata radicalmente: l’Europa usciva dal confitto in posizione di dipendenza rispetto alle potenze vincitrici, USA e Unione Sovietica. L'alleanza tra USA e URSS, che erano state determinanti ai fini della vittoria contro Hitler, si trasformò, negli anni successivi al conflitto, in un'aspra rivalità che si manifestò nella cosiddetta Guerra Fredda. La rivalità scaturì da una forte competizione sul piano ideologico, economico, politico, tecnologico, scientifico per il controllo totale del mondo.Dopo il 1945, l'URSS vide confermata la grande espansione conseguita a partire dal 1940, con il possesso sia dei territori annessi in virtù del patto di non aggressione firmato con la Germania sia delle regioni conquistate nella guerra contro Hitler, ampie regioni polacche situate nella Bielorussia e nella Galizia, nonché una zona della Prussia orientale tolta alla Germania. Poteva dirsi realizzato il disegno di Stalin di togliere l'Unione Sovietica dall'isolamento internazionale in cui era stata posta dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917, di ricostruire un grande stato russo che non solo recuperasse i territori perduti nella prima guerra mondiale ma ampliasse i vecchi confini, e di presentarsi nelle relazioni internazionali come una grande potenza in grado di stare alla pari con gli Stati Uniti. Infine l'Unione Sovietica poteva usufruire del sostegno dell'opinione pubblica di parte democratica e antifascista, che le riconosceva il merito di avere impedito la nazistizzazione totale dell'Europa. Il ricordo della battaglia di Stalingrado confermava tale giudizio.

 

Il piano Marshall

La guerra segnò di fatto l'espansione planetaria degli Stati Uniti, la cui influenza nel dopoguerra si esercitò, in forme e con intensità differenti, in America latina, in Giappone, nelle Filippine, nel Pacifico, in diversi paesi dell'Africa e dell'Asia, in tutte le democrazie occidentali dell'Europa. L'egemonia americana si consolidò con azioni di intervento diretto o, più spesso, indiretto nella vita politica degli stati, nelle relazioni internazionali, nelle scelte economiche. In Europa con il piano Marshall (1946) furono erogati ingenti aiuti finanziari e materiali, necessari a rimettere in sesto l'economia postbellica. Si trattava di una necessità prioritaria per gli stessi Stati Uniti perché un'Europa in ripresa avrebbe potuto divenire un mercato per l'economia americana. Il programma di assistenza presentava anche un risvolto politico, essendo finalizzato a rafforzare i legami di fedeltà con i paesi dell'Europa occidentale, in primo luogo con quelli nei quali i partiti comunisti avevano ottenuto alte percentuali di voti alle prime elezioni del dopoguerra (Italia e Francia).

 

La Guerra Fredda

Il contrasto che già nell'immediato dopoguerra divise le due potenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, assunse un carattere totale: fu cioè conflitto ideologico, strategico, politico ed economico. Il democratico Harry Truman, presidente dal 1945 al 1953, fu artefice di una linea politica tendente all'arretramento del comunismo nel mondo (vedi Dottrina Truman), nella quale si collocarono sia il piano Marshall di aiuti all'Europa, esteso a livello mondiale col programma detto del "Quarto punto", sia il patto atlantico di alleanza militare dei paesi occidentali (NATO). Il clima di contrapposizione quasi religiosa che si respirava negli anni della cosiddetta Guerra Fredda contagiò anche la politica interna americana, con la campagna anticomunista (il maccartismo, dal nome del suo promotore, il senatore Joseph McCarthy), che colpì soprattutto artisti, intellettuali e sindacalisti. In Corea, Truman non esitò a inviare un corpo di spedizione per ricacciare le forze comuniste dal Sud: la guerra che derivò coinvolse anche URSS e Cina e costituì il primo episodio di conflitto regionale combattuto con l'intervento diretto delle superpotenze.

 Europa dopo la guerra.