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Effetti
della guerra
Secondo
le statistiche la seconda guerra mondiale fu la più devastante quanto a
perdite umane e distruzione di materiale. Il conflitto coinvolse 61 nazioni,
provocò la morte di circa 55 milioni di persone tra militari e civili.
Gli
sviluppi tecnologici e scientifici fecero della guerra un conflitto di una
ferocia senza pari: la popolazione civile fu coinvolta direttamente nei
combattimenti e nelle rappresaglie e fu colpita soprattutto a causa dei
bombardamenti aerei. Tuttavia l’avvento più terribile fu l’olocausto,
lo sterminio ebreo da parte dei nazisti.
Alla
fine della guerra la situazione mondiale era mutata radicalmente:
l’Europa usciva dal confitto in posizione di dipendenza rispetto alle potenze
vincitrici, USA e Unione Sovietica. L'alleanza tra USA e URSS, che erano state
determinanti ai fini della vittoria contro Hitler, si trasformò, negli
anni successivi al conflitto, in un'aspra rivalità che si manifestò
nella cosiddetta Guerra Fredda. La rivalità scaturì da una
forte competizione sul piano ideologico, economico, politico, tecnologico,
scientifico per il controllo totale del mondo.Dopo il 1945, l'URSS vide
confermata la grande espansione conseguita a partire dal 1940, con il possesso
sia dei territori annessi in virtù del patto di non aggressione firmato
con la Germania sia delle regioni conquistate nella guerra contro Hitler, ampie
regioni polacche situate nella Bielorussia e nella Galizia, nonché una
zona della Prussia orientale tolta alla Germania. Poteva dirsi realizzato il
disegno di Stalin di togliere l'Unione Sovietica dall'isolamento internazionale
in cui era stata posta dopo la Rivoluzione bolscevica del 1917, di ricostruire
un grande stato russo che non solo recuperasse i territori perduti nella prima
guerra mondiale ma ampliasse i vecchi confini, e di presentarsi nelle relazioni
internazionali come una grande potenza in grado di stare alla pari con gli Stati
Uniti. Infine l'Unione Sovietica poteva usufruire del sostegno dell'opinione
pubblica di parte democratica e antifascista, che le riconosceva il merito di
avere impedito la nazistizzazione totale dell'Europa. Il ricordo della battaglia
di Stalingrado confermava tale giudizio.
Il
piano Marshall
La
guerra segnò di fatto l'espansione planetaria degli Stati Uniti, la cui
influenza nel dopoguerra si esercitò, in forme e con intensità
differenti, in America latina, in Giappone, nelle Filippine, nel Pacifico, in
diversi paesi dell'Africa e dell'Asia, in tutte le democrazie occidentali
dell'Europa. L'egemonia americana si consolidò con azioni di intervento
diretto o, più spesso, indiretto nella vita politica degli stati, nelle
relazioni internazionali, nelle scelte economiche. In Europa con il piano
Marshall (1946) furono erogati ingenti aiuti finanziari e materiali, necessari a
rimettere in sesto l'economia postbellica. Si trattava di una necessità
prioritaria per gli stessi Stati Uniti perché un'Europa in ripresa
avrebbe potuto divenire un mercato per l'economia americana. Il programma di
assistenza presentava anche un risvolto politico, essendo finalizzato a
rafforzare i legami di fedeltà con i paesi dell'Europa occidentale, in
primo luogo con quelli nei quali i partiti comunisti avevano ottenuto alte
percentuali di voti alle prime elezioni del dopoguerra (Italia e Francia).
La
Guerra Fredda
Il
contrasto che già nell'immediato dopoguerra divise le due potenze, Stati
Uniti e Unione Sovietica, assunse un carattere totale: fu cioè conflitto
ideologico, strategico, politico ed economico. Il democratico Harry Truman,
presidente dal 1945 al 1953, fu artefice di una linea politica tendente
all'arretramento del comunismo nel mondo (vedi
Dottrina Truman), nella quale si collocarono sia il piano Marshall di aiuti
all'Europa, esteso a livello mondiale col programma detto del "Quarto punto",
sia il patto atlantico di alleanza militare dei paesi occidentali (NATO). Il
clima di contrapposizione quasi religiosa che si respirava negli anni della
cosiddetta Guerra Fredda contagiò anche la politica interna americana,
con la campagna anticomunista (il maccartismo, dal nome del suo promotore, il
senatore Joseph McCarthy), che colpì soprattutto artisti, intellettuali e
sindacalisti. In Corea, Truman non esitò a inviare un corpo di spedizione
per ricacciare le forze comuniste dal Sud: la guerra che derivò coinvolse
anche URSS e Cina e costituì il primo episodio di conflitto regionale
combattuto con l'intervento diretto delle superpotenze.
Europa dopo la guerra.
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